CEREALIA – IDI ADRIANENSI 6-8 GIUGNO

Abbiamo collaborato agli eventi del 6 giugno al Palazzo Brancaccio e l’8 giugno a Villa Adriana con l’organizzatore M.T.h.I. del festival CEREALIA “la festa dei Cereali”.             La collaborazione scaturisce dall’accordo di gemellare due eventi cadenti nello stesso periodo, il festival Cerealia con le Idi Adrianensi. (Le Idi Adrianensi per ragioni elettorali sono state rinviate al 12-13-e 14 settembre )                                                      VENERDI 6 GIUGNO 2014                                                                                  MUSEO NAZIONALE D’ARTE ORIENTALE “GIUSEPPE TUCCI” – MNAO                  Palazzo Brancaccio, via Merulana 248                                                                          Il rito delle Vestali della finta panificazione                                                             Azione scenica in costume e movimenti coreografici di Stefania Toscano Vestale Maxima con le Vestali Luciana Chiavelli, Roberta Pesci e Ilaria Cosorich. Cerimonia molto intensa accompagnata dalle percussioni di Federico Di Maio. E’ seguito l’aperitivo offerto da Panella l’arte del pane. ORGANIZZAZIONE: MThI, Archeoclub d’Italia sede di Roma, NIMA, in collaborazione con MNAO, Villa Adriana Nostra e Slow Food Tivoli; in collaborazione  con Ninfeo di Palazzo Brancaccio e Giardino Auditorium Mecenate. DOMENICA 8 GIUGNO                                                                                           Area Archeologica di Villa Adriana Largo Marguerite Yourcenar                                        – Laboratorio didattico per bambini con L’Orto dei Cuochi e Slow Food Tivoli                      – Conferenza Cipro, la Grecia e Roma: paesaggi archeologici e agrari, relatori: Maria Giovanna Biga Università La Sapienza, Benedetta Adembri, direttore di Villa Adriana, Elena Calandra Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.                        – Così nacque Afrodite, azione scenica in costume a cura di MThI in collaborazione con ass.ne Villa Adriana Nostra (Aedi Lorenzo Acquaviva e Lorenzo Profita, Afrodite Angela Lattanzi, Autunno Diana Larissa, Inverno Arianna Santigli, Primavera Elena Netea, Estate Diana La Custa, percussioni Massimo Carrano, movimenti coreografici Stefania Toscano, costumi Francesca Staccioli e Villa Adriana Nostra, regia Paola Sarcina).                        E’ seguito l’aperitivo storico a cura della Condotta Slow Food di Tivoli e L’Orto dei Cuochi. ORGANIZZAZIONE: Archeoclub d’Italia sede di Roma, MThI, Villa Adriana Nostra, Slow Food Tivoli, L’Orto dei Cuochi, Idi Adrianensi, in collaborazione con Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio.                                                                                        Ambrosivs Pompeivs

 

GRANDS JEUX ROMAINS NIMES

GRANDS JEUX ROMAINS NIMES 2014                                                                      Oltre 400 rievocatori provenienti da 3 Paesi, Francia, Italia e Germania hanno partecipato alla quinta edizione dei Grandi Giochi Romani che si sono tenuti a Nimes il 17 e 18 Maggio..Un attenta regia ha immaginato uno spettacolo di rievocazione per omaggiare l’Imperatore Adriano e la sua corte in visita a Nimes  di ritorno dalla Britannia.       All’interno della Arena sono andate in scena le vicende legate all’ Assassinio di Cesare e successive guerre civili tra Augusto e Marco Antonio.                                                  Due giornate intensamente vissute con cerimonie e giochi dati in onore di Adriano, molto apprezzate dal numeroso pubblico presente:                                                     Cerimonia Celtica: Jardins de la Fontaine                                                          Cerimonia Imperiale in onore di Adriano: Maison Carrée                                                  Sfilata Boulevard Victor Hugo                                                                                  Manovre e giochi romani Amphitheatre                                                                            La conferma di un successo nell’arena, con oltre 7000 spettatori il sabato e 8000 nella replica di domenica. La partecipazione des Italiens è stata molto apprezzata dagli organizzatori che, nel commiato finale, hanno ringraziato e elogiato l’impegno e la nostra professionalità, esprimendo un vivo interesse per future collaborazioni. Bella partecipazione, del gruppo Pactum di Roma con le rappresentanze di Romanitas, Legio XXI Rapax, Gruppo Senatori di Roma, Ninuphar Eventi e la X Legio.               Saluti e abbracci alla partenza…A bien tot…a la prochain fois… au revoir..                  Ad majora                                                                                                              AMBROSIVS POMPEIVS

BIMBIMBICI 2014 A TIVOLI

BIMBIMBICI 2014                                                            XV edizione della manifestazione Bimbimbici, il progetto di un percorso a lungo termine sulla mobilità sostenibile a misura di bambino. Tema di quest’anno “Più sani e più felici in bici” con gli amici, soprattutto nei tragitti brevi quali scuola-casa e viceversa. Alle ore 14.00 sono iniziate le iscrizioni presso il gazebo degli organizzatori nella Piazza del mercato con la consegna dei gadget promozionali ai bambini. Prove di riscaldamento dei giovani partecipanti e esercitazione sul  percorso educativo attrezzato d’incroci, strisce pedonali, segnali verticali e orizzontali, a cura dei VV.UU. di Tivoli. Bella e salutare pedalata ecologica per le strade di Villa Adriana fino al piazzale antistante l’Area Archeologica e da qui ripartenza con arrivo ai giardini dell’Adrianella. Dopo la grande fatica, stanchi, soddisfatti e felici, una meritata sosta con bevande, pasticcini, pizzette e merendine per adulti e bambini. Al termine della bella giornata in compagnia e trascorsa all’aperto, cerimonia della premiazione dei migliori elaborati del concorso “Più sani e più felici in Bici” riservato alle scuole elementari del Territorio.                                                        Ambrogio Pompei                                                   

 

 

CINECITTA’ OTTOBRE 2013

      BACKSTAGE  “LES GRANDS JEUX ROMAINS –ARENES DE NIMES        Presso gli studios di Cinecittà, insieme ad altre realtà rievocative, siamo state comparse “protagoniste” per la realizzazione del Film sulla fondazione e storia di Nimes. Il Film di produzione Francese verrà distribuito e proiettato in occasione de “LES GRAND JEUX ROMAINS-L’AVENEMENT D’AUGUSTE” il 17 e 18 maggio a Nimes.                                                                      Ambrosius Pompeius                                        

 

 

Natale di ROMA 2014

                                2767 AB URBE CONDITA                                              PACTUM con le associazioni ROMANITAS – GENS JVLIA – N. EVENTI – ROMARS – GRUPPO PUBLIO ELIO ADRIANO – GRUPPO SENATORI DI ROMA – hanno celebrato il 21 aprile la ricorrenza del natale do Roma. Il numeroso pubblico presente nell’Area Archeologica del Colosseo e dell’Arco di Costantino ha potuto ammirare e assistere ad un evento di Rievocazione Storica ai massimi livelli.                                                                                    Belle e varie presenze rievocative per celebrare il compleanno di ROMA che nonostante i tantissimi 2767 anni è sempre una “Grande  Bellezza”.                   Ad maiora                                                                                                   Ambrosius Pomploghi pactumeius

Pantheon 2013

Il Pantheon (“Il tempio di tutti gli dei”) Il primo Pantheon fu fatto costruire nel 27-25 a.C. da Marco Vipsanio Agrippa, amico e genero di Augusto. L’iscrizione originale di dedica dell’edificio, riportata sul timpano recita: M•AGRIPPA•L•F•COS•TERTIVM•FECIT (Marcus Agrippa, Lucii filius, consul tertium fecit) “Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta, edificò”; il terzo consolato di Agrippa risale appunto all’anno 27 a.C. Sotto Adriano e a seguito di un incendio, che lo distrusse interamente in epoca traianea, il tempio fu interamente ricostruito. I bolli dei laterizi di costruzione riportano gli anni 115-127 e si ritiene il nuovo edificio fosse stato inaugurato dall’imperatore stesso durante la sua permanenza nella capitale tra il 125 e il 128. Secondo alcuni il progetto, sarebbe attribuibile all’architetto Apollodoro di Damasco, ma molti ritengono lo stesso Adriano ispiratore della cupola a zucca. Sulla piazza antistante il tempio domenica 13 ottobre si svolto un’ evento culturale di rievocazione storica, organizzato da Pactum (Associazioni Romanitas con la VI Coorte Pretoria- Gens Julia con la Legio XXI Rapax – Associazione Villa Adriana Nostra con il Gruppo P. Elio Adriano – Gruppo Senatori di Roma).Dalla adiacente Piazza della Minerva, mini corteo di oltre 60 rievocatori. per raggiungere la piazza del Pantheon dove sono state rappresentate tecniche militari dei legionari della XXI Rapax, difesa alla Corte Imperiale da parte della VI Coorte Pretoria, combattimenti gladiatori, e l’esecuzione di un rito religioso da parte delle nostre Vestali. Momenti di autentica gioia e meraviglioso stupefatto interesse dei molti visitatori italiani e stranieri presenti, che si sono trovati immersi e partecipi a momenti di vita di duemila anni.                         Ambrosius Pompeius

POLI S. EUSTACCHIO 2013

DImmagineomenica 22 settembre si è svolta a Poli la Festa patronale di Sant’Eustachio, con rappresentazione in dialetto della conversione del Santo, cui è seguita nel pomeriggio la tradizionale “Festa dell’ospitalità”.

S. Eustachio prima di convertirsi al cristianesimo era un valente militare “magister militum”, con il nome di Placido. La Leggenda Aurea narra che Eustachio, lasciato l’esercito romano, sia stato perseguitato dalla sorte, perdendo prima tutti gli averi, poi la moglie e infine i figli, e che, dopo numerosi anni di separazione, la famiglia si sia miracolosamente riunita. Richiamato sotto le armi come generale dall’imperatore Traiano, riprese servizio e si comportò con valore combattendo contro i barbari. Invitato a Roma per ricevere i debiti onori, si seppe che era cristiano e l’imperatore Adriano lo fece arrestare e condannare a morte insieme alla moglie e ai figli. Fu con loro torturato e, salvatisi miracolosamente dalle fiere del Colosseo, morirono infine, tutti martiri, arroventati dentro un bue di bronzo. Secondo la Leggenda un giorno Placido stava inseguendo un cervo mentre andava a caccia, quando questo si fermò di fronte ad un burrone e si volse a lui mostrando tra le corna una croce luminosa sormontata dalla figura di Gesù che gli diceva: «Placido, perché mi perseguiti? Io sono Gesù che tu onori senza sapere». Placido narrò tutto alla moglie, e insieme si convertirono e si fecero battezzare. Placido ricevette il nome di Eustachio (dal greco Eustáchios, cioè “che dà buone spighe”), la moglie quello di Teopista (dai termini greci théos e pístos, cioè “credente in Dio”), e i figli, uno Teopisto e l’altro Agapio (dal greco Agápios, cioè “colui che vive di carità”).

Partecipiamo con piacere, ormai da molti anni, con il nostro Gruppo Publio Elio Adriano, all’evento commemorativo, per la simpatia che ci lega ai luoghi, agli abitanti e al momento storico di appartenenza.

AMBROSIUS POMPEIUS

 

 

 

 

IDI ADRIANENSI 2013

A Tivoli il 14 e 15 settembre si è svolta la IX edizione delle IDI Adrianensi.

La manifestazione, inserita negli eventi del Settembre Tiburtino, si è tenuta principalmente a Piazza Garibaldi e all’interno dell’Anfiteatro di Bleso. L’intento dell’Associazione Villa Adriana Nostra di dare all’evento una connotazione più ampia rispetto ai soli momenti di renactment ha avuto il meritato apprezzamento riguardo ai temi della Cultura, Ambiente e territorio, con il primo MERCATO ” FANUM HERCULES VICTOR ” in collaborazione con Slow Food condotta di Tivoli nella Piazza Garibaldi, e l’incontro Culturale alle scuderie Estensi sui temi:
•    Itinerari tra Agricoltura, beni Culturali e Paesaggi della Valle dell’Aniene, con il relatore Dr. Arch. Alessandro Panci, e gli interventi di Alessandro Camiz Ph. D. – Pina Ciotoli e Alessandro Buccolieri (“Sapienza” Università di Roma);

•    il percorso Enogastronomico del mondo Greco Romano a cura della condotta Slow Food di Tivoli;

 •    Vivida Historia, figure storiche dell’antica Roma dialoganti con studenti e cittadini.

Gli spettacoli di rievocazione storica nell’Arena del Bleso il sabato, Il supplizio della Vestale Flora a cura del Gruppo storico Publio Elio Adriano;  Il Processo e il Martirio di S. Sinforosa scritto e diretto da Pierluigi Diodati, coreografie Beatrice Finocchi, organizzazione cast Simona Manetti e i Ludi gladiatori eseguiti dalla scuola Gladius, sono stati apprezzati e applauditi dagli oltre 200 spettatori.

Purtroppo per le avverse condizioni atmosferiche non si è tenuto il consueto corteo storico per le vie del centro, e la serata dedicata alla proclamazione della Dea Tibur 2013, in collaborazione con la Web Tv, è stata svolta all’interno delle scuderie Estensi.
Anche qui, riempiti ogni ordine di posto, i numerosi spettatori hanno apprezzato la selezione di 17 bellissime ragazze, condividendo la scelta della giuria nella proclamazione della vincitrice.

Un ringraziamento alle istituzioni Comunali, per la disponibilità dei luoghi, ai gruppi di rievocazione intervenuti, e a tutte le persone che si sono impegnate per la riuscita della manifestazione.

AD MAIORA

Ambrosius Pompeius

Terra Bene Comune e Sviluppo Locale

Pubblichiamo con piacere una “riflessione” di Italo Carrarini, non tanto per l’amicizia che ci lega,  ma per l’importanza dei temi trattati, tutti condivisi dalla nostra Associazione.    

                                                          Terra Bene Comune e Sviluppo locale                                                                         RIPARTIRE DALLA DIMENSIONE LOCALE                                 CON I PIEDI A TERRA                   di Italo Carrarini

In Italia consumiamo più di quanto il suolo agricolo è in grado di produrre. A causa dell’accentuato processo di cementificazione il Paese vanta un deficit di suolo che riesce a coprire i consumi di poco più di tre italiani su quattro. È ora di invertire la rotta e guardare al localismo non come ad un fenomeno regressivo e chiuso, ma come al modo di un pensare ecologico, capace di sviluppare nuovi modelli culturali fondati sul limite e su ciò che lega l’uomo alla natura e al territorio. L’appello di Pierre Rabhi all’insurrezione e all’unione delle coscienze individuali per la natura e per le generazioni future.Ogni anno in Europa viene sacrificata una superficie più estesa della città di Berlino per far largo all’espansione urbana e alle infrastrutture. In Italia la perdita annua si attesta a circa 500 km² di superfici per lo più fertili che garantiscono rendite fondiarie solo se edificate. Stando alle statistiche – dopo Olanda, Belgio e Lussemburgo – siamo il quarto stato europeo fra i più impegnati in questa irrefrenabile corsa alla dissipazione di suolo e di biodiversità con un’edificazione che dal 1956 al 2012 è aumentata del 166%.                                         Ciò è riconducibile al grande divario tra redditività dei terreni edificabili e agricoli, all’inadeguata regolamentazione urbanistica, e a politiche spesso disattente alla salvaguardia degli equilibri che legano l’uomo alla natura e al territorio.            Tuttavia qualche provvedimento in controtendenza è stato adottato: in Germania, dal 1999, il consumo di suolo viene monitorato quotidianamente puntando alla quota zero per il 2050; nel Regno Unito, dal 2004, è consentito urbanizzare solo su aree dismesse per tutelare e incoraggiare l’agricoltura. Da noi piccoli segnali d’inversione, a contenimento del fenomeno, vengono dal d.d.l. ‘salva suolo’ varato il 14 settembre 2012. Un’iniziativa legislativa del Governo Monti che, nell’illustrarne i punti salienti, lo presentò come uno dei provvedimenti più importanti a garanzia degli equilibri tra terreni edificabili e agricoli. In quell’occasione l’ex premier ricordava come negli ultimi quarant’anni siano state cementificate ed impermeabilizzate superfici equivalenti a Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, passando da 18 a meno di 13 milioni di ettari utili all’agricoltura.                                                                            In un momento in cui la crisi del settore edilizio preme sempre più sulle Amministrazioni locali sprovviste di una chiara normativa di tutela, un altro segnale in tal senso viene dall’incontro tenutosi lo scorso 12 luglio a Milano proprio per superare differenze e ostacoli, per ricercare una comune strategia basata sui concetti di limitazione, mitigazione e compensazione, e pervenire ad una legge ampiamente condivisa.                                                                                                                       Nel frattempo proprio l’agricoltura, uno dei capisaldi trainanti e caratterizzanti della nostra identità produttiva e culturale è stata duramente penalizzata da questo irreversibile trend dai risvolti preoccupanti: primo fra tutti la dipendenza alimentare dall’estero, a seguire il triste ritorno delle alluvioni e delle inondazioni che rendono il pesantissimo conto di mezzo secolo di soil sealing. Danni che non discendono solo dall’abusivismo e dai successivi condoni, ma da precise volontà politiche che premiano l’industria edilizia a svantaggio della tutela dei terreni agricoli, del paesaggio e del turismo. Oltretutto la globalizzazione dei mercati ha notevolmente acuito il divario fra l’uomo e il suo contesto naturale rendendo planetaria la crisi ecologica sviluppatasi in Occidente. Un processo che, in nome della ‘salvaguardia degli interessi nazionali’, maschera la corsa dell’oligarchia finanziaria internazionale impegnata a disegnare un regime totalitario universale, ben rappresentato da quel multinazionalismo economico ‘usa e getta’, accentratore incontrastato di sviluppi fittizi e fuori natura, cui stanno improvvidamente aderendo i paesi delle nuove aree emergenti nel mondo.                                                                                                Fermarsi a riflettere è d’obbligo, specie oggi che è chiaro come le istanze ambientaliste siano state in gran parte veicolate e banalizzate da certe politiche e da certi settori produttivi attraverso le manipolazioni ideologiche e pubblicitarie dell’immaginario ecologico. Tuttavia, il combinarsi della crisi demografica, ambientale e finanziaria impone un riesame complessivo dei modelli di sviluppo fondati su quei principi di libertà dei mercati intesi come libertà di depredare, salinizzare e desertificare suoli fertili a bassi costi e con modalità di accaparramento delle risorse diventate insostenibili nella dimensione locale e globale.                                         Come sosteneva Edward Goldsmith, uno dei padri fondatori del movimento ambientalista: “nessuna soluzione è accettabile nel lungo periodo se non affronta il problema alla radice”. Non a caso si sta sempre più rafforzando la centralità dell’agricoltura nelle convinzioni di chi invoca una ricomposizione culturale, sociale ed economica basata su valori naturali che guardino al futuro con maggiore ottimismo. Per questo, solo una decisa inversione di rotta potrà assicurare prospettive più degne alla Terra e all’Uomo prima che una ristrettissima èlite internazionale compia lo smantellamento degli stati sovrani e l’esproprio globale. È ora di passare dalle parole ai fatti con politiche di sostegno a favore di quanti vogliano cambiare paradigma e gettare le premesse per uno sviluppo ispirato al rispetto della natura e dei suoi cicli. Fuori da questo non potrà innescarsi sviluppo e benessere equo e solidale, anche perché ormai sappiamo che le spinte ai cambiamenti non potranno sortire dalle politiche dei progressismi vettoriali. Per tornare a percepire quel rapporto di corrispondenza elettiva della comunità con il mondo circostante e con le sfide globali, la riscoperta della dimensione locale è il passaggio obbligato, necessario a ricomporre le identità territoriali da trasmettere alle generazioni future. Conseguentemente, laddove le identità locali sono forti, vengono a rafforzarsi anche quei processi di conoscenza e di sussidarietà che valorizzano le diversità e le relazioni pacifiche. Occorrono nuove progettualità, nuovi stili e nuovi approcci alla vita che aiutino a reinventare il lavoro e a realizzare un nuovo umanesimo fondato sul ‘bene comune’, come peraltro auspicato dagli stessi movimenti sostenitori di un possibile ‘sviluppo in decrescita’. A veder bene le occasioni di riscatto non mancano, ma le sapremo cogliere? E come?  In Italia le terre di proprietà collettiva (gestite da Università Agrarie, Amministrazioni Separate ed Enti esponenziali di diritti collettivi) ammontano ad oltre 3 milioni di ettari, coprendo il 10% circa del territorio agricolo e forestale. Costituiscono una importante risorsa per lo sviluppo rurale locale, spesso disgiunto dai territori a causa delle complessità normative che regolamentano il sistema istituzionale italiano strutturato su vari livelli di competenze. Un sistema obsoleto e farraginoso che necessita di collegamenti più snelli e di processi di sintesi per migliorarne il funzionamento e le capacità di dialogo, sia tra apparati istituzionali interni, che verso gli Stati membri. Propositive, quindi, le azioni intraprese da Regione Lazio e ARSIAL nel sostenere e promuovere iniziative per l’agricoltura sociale attraverso piani di Sviluppo Rurale per il 2007-2013 ed altre forme di accesso alle misure di sostegno previste dai nuovi indirizzi di politica comunitaria per il periodo di programmazione 2014-2020. Azioni che individuano nelle terre collettive l’ambito privilegiato di convergenze decisive ove elaborare nuovi processi di sviluppo, conservazione e valorizzazione delle aree a destinazione agro-silvo-pastorale. È pertanto auspicabile che anche da noi tali opportunità vengano recepite dagli enti preposti in favore di nuovi modelli organizzativi, capaci di realizzare percorsi occupazionali, socio-riabilitativi, educativi e di inclusione sociale.   Nella premessa al suo ‘Manifesto per la Terra e per l’Uomo’, Pierre Rabhi – che è, e resta un contadino incantato dall’armonia della natura – rivolge così il suo tributo alla grandezza che possono ancora esprimere i contadini attraverso l’agroecologia: “Oggi sono convinto che la sopravvivenza della specie umana non potrà prescindere dall’integrazione di due nozioni fondamentali:  il rispetto per la terra, come pianeta al quale dobbiamo la vita e dal quale non possiamo dissociarci (…), e l’avvento di un umanesimo planetario, l’unica prospettiva in grado di dare un senso alla storia dell’umanità in quanto fenomeno”. E nel riferirsi proprio alla terra e alla fondazione di un nuovo umanesimo scrive: “Noi riconosciamo nella terra, bene comune dell’umanità, l’unica garante della nostra vita e della nostra sopravvivenza. Ci impegniamo in coscienza, dietro ispirazione di un umanesimo attivo, a contribuire al rispetto di ogni forma di vita e al benessere e alla realizzazione di ogni essere umano. Infine, consideriamo la bellezza, la sobrietà, l’equità, la gratitudine, la compassione, la solidarietà dei valori indispensabili alla costruzione di un mondo vitale e vivibile per tutti”. Sottolinea, inoltre, come “… il modello dominante attuale non sia ridefinibile e che sia indispensabile un cambiamento di paradigma. È urgente porre l’Uomo e la Natura al centro delle nostre preoccupazioni e mettere tutti i nostri mezzi e le nostre competenze al loro servizio”. Per lui “… produrre e consumare localmente si impone come una necessità assoluta per la sicurezza delle popolazioni relativamente ai loro bisogni elementari e legittimi. Senza fermarsi agli scambi complementari, i territori diventerebbero allora culle autonome che valorizzerebbero le risorse locali prendendosene cura. Agricoltura a misura d’uomo, artigianato, piccolo commercio… dovrebbero essere riabilitati in modo che più cittadini possibile possano tornare a essere attori dell’economia”.  Coltivare un orto, quando è possibile, diventa per Rabhi oltre che un’attività alimentare un atto legittimo di resistenza a logiche di monopolio fondate su criteri strettamente lucrativi e aleatori. E allora, potranno l’amore, la bellezza e l’impegno profusi da pochi uomini di buon senso salvare il mondo ripartendo da una dimensione locale aperta al multiculturalismo? Varie iniziative intraprese sul nostro territorio confermano che sensibilità e propositi non mancano, e che gruppi associati o spontanei si stanno organizzando un po’ ovunque, anche sulla scia di istanze mosse da quei movimenti protagonisti dell’attuale scena politica, evocatori di un radicale cambiamento di rotta. Non resta che rivolgerci un augurio, affinché le battaglie e le aspirazioni più volte enunciate dai fautori del ‘bene comune’ si aprano al confronto con le nuove ed incerte scommesse globali, ripartendo ‘con i piedi a terra’, e nella direzione delle straordinarie opportunità indicate dalla dimensione locale all’abitante del luogo.

Titoli Immagini:                                                                                                                                                           1.   Salviamo il paesaggio  2.   Pierre Rabhi 3.   Manifesto per la Terra e per l’Uomo                                       4.   Agricoltura, una reale opportunità non solo per i giovani  5.  Censimento del cemento

A PRANZO DA ADRIANO

A TAVOLA DA ADRIANO  4 agosto 2013

Nei pressi della Villa Di Adriano la “CUOQUA” Gabriella Cinelli ha organizzato un banchetto “speciale”, in occasione del viaggio in Italia di Lewis (food crusader/travel food host) sulle orme di un “Gran Tour 2013 Culinario”,  per un reportage sulle specialità italiane. L’occasione di preparare cibi secondo antiche ricette Apiciane, che era stata richiesta, è stata apprezzata dall’interessato che ha voluto filmare e commentare tutte le varie fasi della preparazione, e condivere l’evento con numerosi amici. Il variegato PRANDIUM preparato dalla “ARCHIMAGHIRA GABRIELLA”, comprendeva un menù completo:

 GUSTATIO  (antipasti)

 FERCULA PRIMA  (primi)

 FERCULA SECUNDA (piatti  di carne)

DULCIA (dessert)

MULSUM (vino speziato)

KIKEON (bevanda di Circe)

Le delizie cucinate, per un banchetto IMPERIALE in piena regola, sono state gustate da tutti i partecipanti in abiti da antichi romani, che in un’ atmosfera conviviale le hanno apprezzate bissando le portate. Convenuto d’eccezione il Senatore LVCIVS LICINIVS LVCVLLVS che ha voluto complimentarsi con la ARCHIMAGIRUS Gabriella per l’insuperabile banchetto “Luculliano

AMBROSIUS POMPEIUS